Giornalista ucciso in Russia denunciò gli abusi del potere
I killer hanno atteso che uscisse dalla redazione per ammazzarlo. Dal 1992 sono oltre 70 i cronisti assassinati in Russia
Un altro giornalista scomodo è stato assassinato la scorsa notte nel Caucaso, in Daghestan, Repubblica autonoma della Federazione Russa. Si tratta di Khadzhimurad Kamalov, fondatore del settimanale politico 'Chernovik'. L'uomo è stato ucciso da ignoti non appena uscito dalla redazione a Makhachkala, capitale della Repubblica caucasica dove il calcio locale sta attraendo stelle della levatura di Samuel Etòo. Gli inquirenti che stanno indagando sul luogo del delitto hanno riferito che l'uomo è stato ferito a morte a colpi di pistola da individui con il volto coperto. E’ deceduto poco dopo l'arrivo in ospedale. Kamalov era noto per le sue critiche alle autorità: aveva più volte denunciato gli abusi delle forze dell’ordine nella repressione dell'insurrezione islamica nella vicina Cecenia, e poi in tutto il Caucaso russo.
Due anni fa, sempre nel Caucaso, era stata uccisa Natalia Estemirova che lavorava per l'Ong 'Memorial' e per il quotidiano 'Novaja Gazeta', lo stesso giornale di Anna Politkovskaya. Dal 1992 sono più di settanta i giornalisti eliminati in Russia, di cui 52 per motivi legati al loro lavoro, secondo l'americano Committee to Protect Journalists
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